Le politiche ambientali e la green economy

Per essere ambientalisti, oggi, non basta la passione: l’ecologismo da salotto non funziona, bisogna avere buone competenze scientifiche ed esperienza sul campo. Il tema è chiaramente quello vastissimo che riguarda la protezione e la tutela dell’ambiente, che negli ultimi anni ha acquisito una necessaria centralità che è andata di pari passo con la generale presa di coscienza dell’urgenza delle azioni.

L’approccio è una parola, “ambientalismo” appunto, che un certo senso comune tende molto a collocare in una nicchia, una minoranza della minoranza, sia per quanto riguarda l’opinione pubblica che la classe politica. Chiarendo questo si riesce forse ad avvicinarsi a una possibile, articolata risposta: oggi ha senso più di ieri parlare di ambientalismo ma quello che occorre è un nuovo ambientalismo, più potente e incisivo: ciò che sta succedendo al clima, lo scioglimento dei ghiacciai, la pandemia che stiamo ancora subendo ci devono stimolare ad affrontare seriamente e con urgenza la questione ambientale. La terra è una sola, non ne abbiamo un’altra. Crediamo che finalmente esistano le condizioni affinché l’ambientalismo esca dalla dimensione “di battaglia” per tramutarsi in una tendenza, quella che dovrà accompagnarci verso un nuovo modello di sviluppo, che sia all’insegna della sostenibilità ambientale perché prendersi cura dell’ambiente non è solo non inquinare, ma anche fare la raccolta differenziata, usare prodotti per la casa e la cura della persona ecosostenibili, non sprecare l’energia elettrica e usare l’acqua con parsimonia. Lo scorso anno la lotta alla crisi climatica ha riempito le piazze di centinaia di città, con migliaia di ragazzi. Piazze strapiene come mai era avvenuto e il tema ambientale ha sfondato, mettendoci di fronte ad un “gigante culturale” che attende risposte.

Ma per scegliere quali azioni dobbiamo sviluppare per migliorare l’ambiente la prima cosa da evitare è di informarci su fonti non attendibili perché l’ambientalismo è marchiato da troppi “stregoni” che contrastano qualunque cosa. Dobbiamo favorire l’installazione di impianti fotovoltaici, migliorare gli impianti di riciclo e di compostaggio, investire sulla mobilità sostenibile e coniugarla con una sostenibilità ambientale che sviluppi forme diverse di alimentazione dei veicoli, nuovi stili di vita, imparare ad andare a piedi laddove fattibile, ad usare la bici, incentivare i commercianti ad usare meno imballaggi e a vendere prodotti sfusi, creare nuovi spazi verdi, nuovo arredo urbano di qualità, parchi giochi per i più piccoli, riqualificare le aree dismesse attraendo capitali che possano investire e far crescere il livello di benessere della nostra comunità. Questo serve per fare una vera rivoluzione circolare, una green economy che non sia solo un vacuo slogan. Invece un certo tipo di ambientalismo locale è contro a priori: contro l’impresa, contro il lavoro, contro lo sviluppo economico equilibrato e sostenibile, contro le arterie viabilistiche che possono migliorare la qualità degli spostamenti. Insomma, contro a prescindere.

Quanto indicato rispecchia la direzione intrapresa dai cinque anni di amministrazione che ci lasciamo alle spalle: una città più ricca di verde pubblico attrezzato dove la cura, la gestione e l’ampliamento rispondono anche a temi legati alla tutela dell’ambiente e alla sicurezza dei luoghi pubblici: una città bella e gradevole non può non avere aree verdi per bambini, per adolescenti, per adulti e per anziani e i parchi rappresentano il cuore pulsante della socializzazione, limitando al minimo gli atti vandalici mediante il potenziamento della videosorveglianza e sviluppare – come già in atto con i “gruppi di cammino” e i “volontari del verde” – le forme di collaborazione pubblico-privato, al fine di responsabilizzare i cittadini a mantenere una città accogliente e pulita.

Abbiamo eliminato molte situazioni di pericolo e, insieme alla rimozione, abbiamo moltiplicato gli interventi di riforestazione urbana, di piantumazione di nuove essenze e abbiamo creato nuovi giardini pubblici grazie all’aiuto della nostra società di servizi Gaia Srl che si è rivelata un prezioso strumento operativo, potendo contare su un rapporto diretto e immediato che ci consente di realizzare interventi senza intermediazione. Il “Giardino degli Odori e dei Sapori” di Cassina Nuova, la riforestazione con la messa a dimora di circa 6.000 nuove piante nell’area “Dal Verme” di Ospiate che avverrà in autunno, la piantumazione di nuovi alberi al Parco Martin Luther King e nella zona di via Zandonai, gli interventi di realizzazione delle nuove aree cani e delle nuove aree gioco, solo alcuni degli interventi di questi ultimi anni. Inoltre, nelle previsioni del nuovo Documento di Piano è stata indicata come strategia da perseguire la realizzazione di una cintura verde che abbraccerà Bollate e si salderà con il Parco delle Groane (a Nord) e con il Parco Nord/ Parco della Balossa a sud.

Quest’ultimo obiettivo sarà perseguibile mediante un accordo tra i due enti parco e il Comune di Bollate che avrà come risultato finale la valorizzazione del “corridoio ecologico” previsto dagli strumenti di pianificazione urbanistica regionali e metropolitani e che l’amministrazione uscente si è impegnata a potenziare e preservare da future edificazioni. Tutte le azioni descritte costituiscono la “spina dorsale” verde che si innesta nel contesto urbanizzato della nostra città e che sarà messa in relazione alle politiche del welfare locale affinché anche le giovani generazioni possano essere coinvolte in un percorso di appartenenza e di responsabilizzazione nei confronti sia del patrimonio pubblico che del contesto in cui questo si inserisce.

La delocalizzazione delle imprese produttive che oggi sono inserite in contesti urbanizzati sarà perseguita con gli strumenti normativi e di pianificazione territoriale oggi disponibili: chi promette di chiudere o delocalizzare mediante un’azione unilaterale dell’ente comunale, mente sapendo di mentire. Non sono presenti nell’ordinamento italiano leggi o strumenti urbanistici che possano dare tale potere ad un ente ma esistono una serie di attività e di azioni – lunghe e complesse – che trovano il coinvolgimento di più enti istituzionali che lavorano insieme per ricercare soluzioni alternative da proporre alle proprietà di tali attività produttive, le quali potrebbero ritenere interessante una differente sistemazione. Ed è questa la strada fino ad oggi seguita dall’amministrazione uscente.

Con l’approvazione del nuovo PGT – e le sue future varianti – abbiamo proposto la realizzazione delle “porte verdi di ingresso alla Città”, portali verdi che ingentiliranno gli ingressi delle principali direttrici viabilistiche che portano alla nostra città, in modo da avere un biglietto da visita degno di un territorio importante e ricco di storia come quello bollatese. Auspichiamo l’approfondimento dello studio per l’utilizzo di energia verde da fonti rinnovabili quali la geotermia e l’installazione di impianti fotovoltaici.

Abbiamo pensato ad un grande piano di utilizzo di fonti rinnovabili che possa estrarre l’energia presente in natura senza necessità di interventi particolarmente invasivi del contesto territoriale: la geotermia. L’energia geotermica è generata dal calore della Terra: questo viene utilizzato per produrre energia pulita e serve per riscaldare case e edifici in genere; un’energia pulita, inesauribile e che strizza l’occhio all’ambiente.

Oggi le tecniche di captazione di tale energia naturale si sono perfezionate e possono essere utilizzate al fine di realizzare impianti importanti che possano fornire teleriscaldamento a edifici pubblici e privati a costi irrisori rispetto alla bolletta energetica attuale. Anche il fotovoltaico in autoconsumo è di facile comprensione e di facile realizzazione e ha la peculiarità di servire anche da ulteriore coibentazione al tetto con bassi costi di manutenzione e l’impianto installato produce energia per almeno 25 anni a costi sostenibili.

I progetti potranno essere realizzati attraverso la collaborazione tra il pubblico e il privato che sarà selezionato mediante procedure aperte e trasparenti e che dovrà dimostrare di possedere tale capacità di realizzazione garantendo, al contempo, le migliori condizioni di favore alla cittadinanza.

Le nostre proposte

  • studio, valutazione e realizzazione di impianti di geotermia e fotovoltaici in collaborazione con soggetti privati per abbattere il costo della bolletta energetica del comune e dei cittadini soprattutto nelle strutture scolastiche e sportive comunali;
  • potenziamento del verde pubblico;
  • istituzione di un servizio di Polizia Locale dedicato al perseguimento dei reati ambientali;
  • piantumazione di nuove alberature e riforestazione urbana attraverso l’utilizzo di fondi ERSAF, europei e regionali;
  • piantumazione di cinque nuovi alberi per ogni nuovo nato bollatese, sulla base di un progetto di forestazione studiato appositamente e che collochi le essenze arboree in zone precise della città;
  • definizione puntuale e migliorativa del corridoio ecologico dell’ambito di trasformazione n. 2 di Cascina del Sole e valutazione della creazione di un collegamento verde significativo tra il Parco Nord/ Parco della Balossa e il Parco delle Groane;
  • studio delle migliori condizioni per la delocalizzazione di aziende produttive inserite nei contesti urbanizzati;
  • aumento della percentuale di raccolta differenziata anche mediante l’ampliamento della piattaforma ecologica di via Pace e promuovendone lo sviluppo nelle scuole bollatesi, sia con incontri formativi attraverso il “Consiglio Comunale dei ragazzi e delle ragazze” sia fornendo recipienti adatti a svolgere tale servizio;
  • Consolidamento del rapporto con il Consiglio Comunale delle ragazze e dei ragazzi, portatori di proposte che saranno realizzate dall’amministrazione comunale;
  • istituzione dello sportello energia, servizio che dovrà informare cittadini ed imprese circa l’opportunità, di agevolazioni e incentivi legati all’utilizzo efficiente dell’energia, con particolare riferimento al “bonus efficientamento energetico” contenuto nel Decreto Rilancio;
  • effettuare campagne di rilevazione e monitoraggio dell’efficienza termica degli edifici; offrire consulenza gratuita sui criteri di efficientamento energetico degli edifici; promuovere eventi di formazione nelle scuole; 
  • sostenere la progettazione e la manutenzione partecipata coinvolgendo le associazioni e i gruppi spontanei già attivi sul territorio.