La città della terza età

Accogliere, condividere, fare comunità, sono le funzioni sociali dell’abitare. È possibile conseguire l’obiettivo di combinare l’autonomia abitativa della casa in proprietà con i vantaggi generati dalla condivisione di servizi, risorse e spazi poiché sono evidenti i benefici sociali, ambientali, culturali ed economici e le garanzie in termini di maggior sicurezza e possibilità di assistenza e accompagnamento. 

Già gli strumenti della pianificazione urbanistica comunale (Pgt) lo prevedono; questo modello va ora agevolato e sostenuto. Nei confronti degli anziani vanno pensate nuove risposte a bisogni sempre più differenziati. Resta ferma la nostra convinzione che l’anziano debba continuare a vivere nel suo ambiente familiare e sociale finché le condizioni – anche con il sostegno determinante del servizio pubblico – privato di assistenza domiciliare – glielo consentono. 

Ormai da tempo, tuttavia, vi è anche la consapevolezza che la popolazione di Bollate e dei territori limitrofi necessiti di un Centro Diurno Integrato, impegno assunto insieme ad associazioni e gruppi di cittadini che, da qualche anno, hanno costituito un comitato che ha ottenuto impegni precisi da parte della Regione Lombardia e che vanno nella direzione di realizzare il CDI presso la struttura ospedaliera di via Piave. E in tale contesto ci impegneremo affinchè alcune attività di presidio ospedaliero siano riattivate a favore della comunità bollatese: la decisione spetta a ASST e Regione Lombardia ma crediamo che l’esperienza della pandemia in corso abbia posto come riflessione importante la riattivazione di una medicina territoriale di prossimità. 

Sovente il problema dell’anziano, come per il soggetto disabile, è trovare le informazioni che lo aiutino ad orientarsi tra le diverse normative e i diversi enti che hanno il compito di fornire servizi o risorse. Facendo leva sulle professionalità esistenti nella struttura comunale e attraverso un investimento di tipo organizzativo, si potrà istituire un ufficio denominato “punto di accesso ai servizi”, che aiuti l’anziano a trovare risposte certe e immediate sul “dove, come, quando e a chi rivolgersi” rispetto alle numerose esigenze di diverso tipo che spesso lo assillano.

Le nostre proposte

  • chiedere a Regione Lombardia e ASST rhodense il ripristino di alcuni servizi presso il Presidio Ospedaliero di Bollate rivolto ad attività di potenziamento della medicina di prossimità;
  • realizzare un nuovo Centro Anziani in un immobile privato o pubblico oppure costruirne uno ex-novo;
  • CO-HOUSING sociale: una modalità di assistenza alternativa ai modelli tradizionali, che consiste in abitazioni condivise da più anziani affiancati da assistenza domiciliare diurna e/o notturna. Questo tipo di soluzione potrebbe trovare spazio nell’ambito della realizzazione degli interventi proposti e contenuti nel nuovo PGT, all’interno di uno degli ambiti di trasformazione previsti oppure mediante la ricerca di forme di finanziamento alternative proposte da privati che hanno finalità sociali;
  • sostegno all’invecchiamento attivo attraverso attività di socializzazione legate a sport e laboratori tematici e sviluppo di progetti rivolti al tempo libero per persone affette da disabilità e con difficoltà intellettive;
  • favorire il CO-HOUSING intergenerazionale: progetto che mette in relazione persone anziane che vivono da sole con giovani studenti e giovani lavoratori in cerca di dimora temporanea;
  • favorire progetti di incontro intergenerazionali con coinvolgimento delle scuole del territorio;
  • raccolta di interviste di anziani da parte di gruppi di giovani studenti bollatesi che verranno raccolte in volumi a formare la BIBLIOTECA DELLE MEMORIE DI BOLLATE;
  • implementare strumenti a sostegno delle famiglie con soggetti affetti da deficit cognitivi di vario livello;
  • coinvolgimento di anziani in gruppi di volontariato per la gestione e la cura di zone verdi della città;
  • orti e percorsi dedicati ad anziani affetti da deficit cognitivi.