Il contesto metropolitano

Oggi non siamo più in grado di “fare da soli” ma abbiamo bisogno che le grandi scelte strategiche in tema di sviluppo economico, territoriale e infrastrutturale siano concordate e assunte in un contesto metropolitano che vada oltre i confini (e gli egocentrismi) delle singole realtà territoriali. Un esempio virtuoso di collaborazione tra enti pubblici e realtà imprenditoriali private è il progetto MIND (Milano Innvovation District) che ha permesso di trasformare l’area che ha visto realizzato EXPO 2015 attraverso una proposta  di trasformazione e di rigenerazione, MIND appunto, che promette di diventare un nuovo catalizzatore urbano, caratterizzato da un sostanziale mix funzionale e sociale in grado di connettersi non solo alla comunità del centro di Milano e dei comuni limitrofi ma di costituire esso stesso la ricucitura tra i territori,  diventando così area strategica per l’intero Paese. MIND diverrà un nuovo quartiere di Milano: una vera e propria città nella città che guarda al futuro con una visione che coniuga l’aspetto scientifico, accademico e di cura dell’ambiente. In un’area di 1.000.000 di metri quadrati vedremo sorgere un importante centro internazionale dedicato alla ricerca genetica, alle scienze biologiche, al sapere accademico mediante il trasferimento delle facoltà scientifiche dell’Università degli Studi di Milano, alla cura sanitaria. 

Bollate è in grado di intercettare parte di queste funzioni e di portare sul proprio territorio alcune realtà imprenditoriali e pubbliche che non trovano spazio nell’area di MIND: questa sarà la sfida del futuro che mettiamo in campo con una visione strategica che anziché guardare al prossimo anno guarda al futuro delle generazioni. 

E questo processo è stato condotto su scala metropolitana e regionale perché le istituzioni coinvolte hanno avuto la lungimiranza di cedere una parte delle proprie prerogative per un progetto di bene comune ampio e visionario. 

In tale contesto la Città metropolitana di Milano, ente che ha sostituito la Provincia, ha avuto un ruolo propulsivo importante sia nel ruolo di coordinamento tra i comuni che per quanto riguarda la parte delle infrastrutture viabilistiche che accoglieranno il nuovo polo scientifico. 

Ma non si ferma a ciò il ruolo di una istituzione che deve ancora “mettere a terra” tutta la sua capacità di governare i processi complessi di trasformazione che abbracciano i 132 comuni dell’area metropolitana milanese: programmazione delle opere viabilistiche strategiche, trasporto pubblico locale, digitalizzazione, realizzazione di infrastrutture digitali a banda larga a servizio delle comunità e delle istituzioni scolastiche locali sono solo alcune delle attività che la Città metropolitana di Milano ha tra i suoi compiti e che sta svolgendo con attenzione e perseveranza.